Attenzione all’olio usato in pizzeria: ecco come riconoscere la qualità e proteggere la tua salute

L’olio è un ingrediente cardine della nostra dieta, utilizzato praticamente da tutti in Italia, ma anche in molte altre zone del mediterraneo (Spagna, Grecia, diversi paesi arabi etc.), sia a crudo, come condimento in insalate, primi piatti o secondi e in fase di preparazione di diversi piatti. Tra le varie tipologia di olio presenti, sicuramente la migliore in assoluto è quella definita oggi come extravergine. Si tratta di una vera eccellenza, dalle enormi proprietà benefiche, come antiossidanti e acidi grassi.

Non tutti gli oli, però, sono di buona qualità e spesso e volentieri, oggi soprattutto, sono in molti che cercano di imitarne gusto e profumo, in modo da poter aumentarne le vendite a scapito però di una qualità inferiore. Molti creano delle vere e proprie miscele che altro non sono che semplici surrogati, assolutamente inferiori rispeto al vero olio evo. Come fare dunque a saper riconoscere un olio buono da uno di scarsa qualità?

Le caratteristiche principali di un olio di buona qualità

Una delle prime cose da considerare quando si vuole valutare un olio è la lettura dell’etichetta. Inutile dire che l’olio migliore è quello con dicitura “extravergine”, dunque fate sempre attenzione, se non è presente, è il primo indizio che l’olio in questione non è di primissima qualità. Il secondo fattore da tenere in considerazione è l’origine, che deve essere sempre presente sull’etichetta. Un olio con olive di origine italiane sarà sicuramente migliore come qualità rispetto ad un olio con olive di origine turca, greca o spagnola, sebbene non sia una verità assoluta (esistono delle eccezioni).

Un buon olio si ottiene tramite spremitura a freddo, poichè in questo modo l’olio ottenuto manterrà tutte le proprietà nutrizionali e organolettiche delle olive utilizzate, e dunque risulterà migliore. Altro aspetto fondamentale è il colore che, sebbene non possa essere un indicatore diretto di qualità, può aiutarci a capire se l’olio che abbiamo davanti è davvero evo oppure no, e se è un olio nuovo o vecchio; un olio evo fresco tende ad avere un colore che passa dal verde intenso al giallo dorato.

Testare l’olio per verificarne la qualità

Aroma e sapore sono caratteristiche distintive che possiamo anche usare per comprendere se l’olio che ci troviamo dinnanzi sia di buona qualità oppure no. Un olio di qualità emanerà un profumo che può variare come fragranze percepite ma che solitamente ricorda il fruttato. Andandolo ad assaporare dovrà risultare equilibrato, appena piccante alla lingue, un segno che al suo interno sono presenti i polifenoli. Al contrario, sarà di pessima qualità se percepiamo:

  • odore acido, vecchio
  • gusto troppo amaro
  • gusto di muffa
  • gusto e odore troppo intenso (in questo caso l’olio è troppo fresco)

Il modo migliore per poter testare l’olio è quello di gustarlo a crudo, magari su una fetta di pane o semplicemente da un cucchiaino. In questo caso, se avete a portata di mano un accendino, potete scaldare leggermente il cucchiaino contenente l’olio in modo da amplificare gli aromi sprigionati da quest’ultimo. A questo punto potrete annusare in modo migliore e verificare la presenza di note fruttate o di erbe fresche, sinonimo di ottima qualità.

Un altro piccolo appunto riguarda la conservazione dell’olio. Un buon olio, per rimanere tale, deve essere tenuto all’interno di un contenitore scuro, al cui interno la luce non possa filtrare. Questo perchè la luce tende ad ossidare l’olio e questo lo rende peggiore, facendogli perdere le sue proprietà organolettiche. Oltre questo, l’olio dovrebbe poi sempre essere tenuto al riparo in un luogo fresco e asciutto.

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